Prosegue il percorso di confronto e co-progettazione dedicato ai giovani del territorio del Monte Baldo: dopo il primo momento a Rivoli Veronese, la seconda giornata del laboratorio si è svolta sabato 30 maggio a Caprino Veronese, presso la sede dell’Unione Montana del Baldo-Garda.
All’incontro, oltre ai ragazzi e ragazze protagonisti del laboratorio partecipativo organizzato nel contesto del progetto Interreg PROMONT, hanno dato il benvenuto il sindaco del Comune di Caprino Veronese Giuseppe Armani e il presidente dell’Unione Montana del Baldo-Garda Maurizio Castellani.

È stato ribadito l’interesse delle istituzioni verso iniziative di questo genere che puntano a coinvolgere attivamente i giovani in momenti di confronto per la creazione di reti, anche informali, di scambio che rappresentano una ricchezza per il territorio rurale e montano.
Maurizio Castellani
Presidente dell’Unione Montana del Baldo-Garda
A condurre le attività è stata una facilitatrice territoriale che ha guidato il gruppo, insieme allo staff del GAL, nelle diverse fasi della giornata, creando un contesto partecipativo, informale e dinamico.
La giornata si è aperta, infatti, con un momento di restituzione del primo laboratorio, utile a condividere le riflessioni emerse nel precedente incontro, che hanno rappresentato la base di partenza per le attività della giornata.
Come per il laboratorio realizzato a Rivoli, anche in questa giornata è stata invitata una referente del mondo accademico, in questo caso la Professoressa Veronica Polin dell’Università degli Studi di Verona, per un intervento tecnico-scientifico in merito ad un progetto di ricerca del Dipartimento di Scienze Economiche dell’Università realizzato su iniziative di “Buona economia” mappate in diversi comuni montani italiani. Il suo intervento ha fornito una cornice più ampia al lavoro dei partecipanti, mettendo in luce criticità, opportunità e traiettorie di sviluppo delle aree montane, con particolare attenzione al ruolo delle giovani generazioni come motore di innovazione e presidio del territorio, nonché sul tema della collaborazione e “contaminazione”.
“È stato emozionante tornare nella sede dell’Unione Montana per raccontare le iniziative studiate. Si tratta di realtà, per lo più recenti, spesso animate da un contributo rilevante di giovani e donne, che stanno provando a trasformare il modello di sviluppo e la visione stessa dell’economia attraverso “azioni di buona economia”, racconta la prof.ssa Polin. “L’area del Monte Baldo, insieme alla Lessinia, si conferma un caso di studio interessante per il fermento e l’innovazione che caratterizzano l’agire, sia nelle singole iniziative sia nei progetti collettivi capaci di co-costruire ecosistemi di collaborazione“.


Un’interessante attività di scambio proposta dalla Professoressa è stata quella di chiedere ai ragazzi e alle ragazze coinvolti di raccontare il proprio territorio attraverso la fotografia e in particolare portando e presentando una foto sul “potenziale” del territorio e un’altra, invece, sulle criticità o sfide. Esse sono state raggruppate secondo tematiche legate all’azione di cura: del patrimonio culturale, dell’ambiente, della comunità, del paesaggio e del valore.
“È stato emozionante dialogare con le ragazze e i ragazzi coinvolti nel laboratorio. Con il loro sguardo attento, sensibile e anche un po’ sognante, hanno saputo mettere in evidenza, attraverso i loro scatti e le proposte progettuali sviluppate durante il percorso, le possibili azioni di cura che potrebbero contribuire a generare, in collaborazione con altri attori del territorio.” – sottolinea la prof.ssa Polin.


Le esperienze raccontate hanno stimolato i ragazzi al confronto in merito agli elementi che considerano prioritari da valorizzare e/o quelli critici da ripensare.
Il laboratorio è poi entrato nel vivo con una fase più operativa, durante la quale i partecipanti hanno iniziato a elaborare proposte progettuali condivise in piccoli gruppi. Tra i temi affrontati, sono emersi in particolare il recupero delle strutture a rischio abbandono presenti sul Baldo, la mappatura di iniziative ed esperienze per far conoscere il territorio ad un target giovanile e la valorizzazione del patrimonio culturale presente.



Al centro del percorso resta l’obiettivo di costruire una rete attiva e duratura di giovani, capace di proseguire oltre la conclusione del laboratorio. Nei prossimi mesi verranno infatti valutate diverse modalità di continuità, anche con l’intento di coinvolgere nuovi partecipanti e ampliare il gruppo di riferimento.
“L’auspicio è quello di dare vita a un confronto stabile e continuativo con il GAL e con le istituzioni locali, affinché le istanze dei giovani possano trovare ascolto e tradursi in azioni concrete per il territorio, dove il GAL possa essere di supporto e fungere da cassa di risonanza”, sottolinea il Presidente del GAL Baldo-Lessinia Ermanno Anselmi.
“Un sincero ringraziamento al GAL Baldo-Lessinia, che ha organizzato e coordinato l’incontro con professionalità e passione, creando le condizioni perché germogliassero nuovi semi. I cambiamenti possono nascere anche così: da un laboratorio, da uno sguardo condiviso, da un processo che prende avvio. Attendiamo con fiducia i futuri sviluppi.” – conclude la prof.ssa Polin.
È un primo passo verso una partecipazione consapevole e un innescamento di processi, che mette i giovani al centro di un’attivazione territoriale del Baldo-Garda constante e sul lungo termine.













