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Giornata nazionale della biodiversità di interesse agricolo 

In occasione della Giornata nazionale della biodiversità di interesse agricolo e alimentare, che si celebra ogni anno il 20 maggio, torna al centro dell’attenzione il valore delle risorse locali e delle pratiche tradizionali che le hanno preservate nel tempo. Un patrimonio fatto non solo di varietà coltivate e razze allevate, ma anche di conoscenze e mestieri tramandati di generazione in generazione. 

In un contesto globale sempre più segnato dalla standardizzazione delle produzioni, le realtà territoriali locali riportano alla (bio)diversità. Ogni territorio, infatti, custodisce prodotti unici, legati alle condizioni climatiche, alla storia e all’esperienza umana che li ha modellati nel tempo.  

Valorizzare questi prodotti significa riconoscere e sostenere l’identità di un territorio, ma anche garantire una maggiore sostenibilità ambientale. Le varietà locali, custodite nel corso dei secoli, sono infatti spesso più resistenti ai cambiamenti climatici, alle malattie e alle condizioni avverse rispetto alle cultivar standardizzate.  

Al centro di questo sistema, inoltre, vi sono le persone: in primo luogo gli agricoltori e gli allevatori, che hanno saputo osservare la natura, comprenderne i ritmi e adattarsi alle sue peculiarità. Il loro sapere rappresenta un patrimonio immateriale prezioso che è necessario custodire. 

Nel celebrare questa giornata, emerge con forza la necessità di proteggere e promuovere questi sistemi e approcci agricoli locali, contrastando l’abbandono delle aree rurali. In questo senso, iniziative come mercati contadini, filiere corte, denominazioni territoriali e programmi di tutela delle varietà autoctone rappresentano strumenti concreti per sostenere le economie locali e preservare la biodiversità. 

La Giornata nazionale della biodiversità agricola e alimentare, istituita in attuazione dell’articolo 14 della legge n. 194/2015, si conferma come un momento di riflessione al proprio quotidiano e come un richiamo all’azione: scegliere consapevolmente cosa portare in tavola significa anche contribuire alla salvaguardia del territorio e dei suoi custodi.  

“Abbiamo prodotti e risorse di grande valore che ci identificano come territorio montano: è nostro compito valorizzarli come strumenti di sviluppo per le nostre comunità” riporta il Presidente Anselmi.  

In un’epoca in cui il futuro di questo settore è sempre più incerto, puntare sulla biodiversità e sulla qualità rappresenta una strada concreta per costruire un modello alimentare più giusto, dal punto di vista ambientale, economico e sociale. 


INTERVENTO SRG05

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