Martedì 16 giugno il GAL Baldo-Lessinia, rappresentato dalla Direttrice Elisabetta Brisighella e dalla dott.ssa Sofia Boscaini, ha preso parte per la prima volta a una delle numerose uscite sul Monte Baldo che, in queste prime settimane estive, vedono impegnati i ricercatori dell’Università degli Studi di Milano in collaborazione con il Centro Nazionale Biodiversità dei Carabinieri di Peri.
L’attività si inserisce nell’ambito della ricerca scientifica condotta nel progetto PROMONT, che ha come protagonista il Callianthemum kernerianum, comunemente noto come Ranuncolo di Kerner. Questa specie possiede un grande valore botanico e culturale: si tratta infatti di una pianta endemica, unica di quest’area, e fu scelta dal naturalista Francesco Calzolari per la copertina di uno dei suoi volumi più celebri. Oggi, tuttavia, questa varietà si trova ad affrontare importanti sfide, tra cui troviamo l’innalzamento delle temperature, che la sta progressivamente spingendo a colonizzare altitudini sempre più elevate per sfuggire al caldo e l’isolamento genetico che a sua volta contribuisce ad indebolire la resilienza della specie. Per questi ed altri motivi, il Ranuncolo di Kerner è stato inserito ancora nel 2010 all’interno della Lista Rossa dell’IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura) come specie in grave pericolo di estinzione.



Alla luce di questi fattori, è emersa la necessità di sviluppare piani di ricerca e monitoraggio mirati, finalizzati ad approfondire alcune caratteristiche peculiari della specie, a effettuare la raccolta non distruttiva di semi e campioni fogliari secondo le linee guida IUCN, e a proseguire con l’analisi genetica delle popolazioni, al fine di valutarne la diversità genetica e il grado di isolamento. Questi obiettivi sono stati condivisi dal GAL Baldo-Lessinia insieme ai ricercatori dell’Università di Milano e ai Carabinieri della Biodiversità di Peri, e trovano attuazione nel progetto Interreg PROMONT, dedicato alla tutela e alla rigenerazione della biodiversità montana.
Le uscite sul campo lungo le creste del Monte Baldo rientrano nel piano di ricerca sviluppato e perseguono un duplice obiettivo: il monitoraggio delle popolazioni di Callianthemum e la raccolta di campioni fogliari da impiegare nella ricerca genetica che verrà portata avanti dai genetisti dell’Università di Milano. In questa occasione, il GAL ha affiancato il team scientifico, partecipando attivamente alle attività di mappatura e raccolta insieme alla professoressa associata Carla Lambertini e al ricercatore Fabrizio Buldrini dell’Università degli Studi di Milano, nonché al dott. Lorenzo Gui e al dott. Bruno Bertolasi dei Carabinieri della Biodiversità di Peri.



Questa uscita si è svolta lungo una porzione delle creste settentrionali del Monte Baldo, nel versante veneto. L’area è stata selezionata basandosi su precedenti segnalazioni botaniche anche di epoca storica in cui si riportavano i luoghi in cui era stata rilevata la presenza di Callianthemum. Queste stesse aree sono state visitate durante l’uscita per verificare se fossero ancora presenti individui della specie e per raccogliere alcuni campioni. Inoltre, grazie al contributo del dott. Buldrini, è stato possibile affiancare alle attività di individuazione delle popolazioni unrilievo floristico dell’area, utile per riconoscere i tipi di habitat e le specie vegetali con cui il Ranuncolo di Kerner è più frequentemente associato, facilitandone così la localizzazione.
Per concludere, la possibilità data al GAL di partecipare a questa uscita è stata cruciale per la comprensione delle azioni scientifiche che gli esperti stanno portando avanti. Osservare da vicino le diverse fasi della ricerca ha permesso di cogliere la complessità del lavoro scientifico nella sua interezza, andando oltre la sola visibilità dei risultati finali. Un’esperienza diretta che restituisce profondità al processo, spesso invisibile, e che ci consente oggi di raccontarlo con maggiore consapevolezza, mettendone in luce la ricchezza, la stratificazione e il valore.








