
IL PROGETTO
In un’epoca in cui gli ecosistemi montani sono sempre più minacciati da fattori di rischio come il cambiamento climatico, attività economiche insostenibili e il turismo stagionale di massa, il GAL Baldo-Lessinia ha scelto di attivarsi concretamente.
A partire da settembre 2024 fino ad agosto 2027, Il GAL è parte del progetto europeo di cooperazione PROMONT – Protection and RegeneratiOn of MOuNTains, che ha come focus la biodiversità montana, la sua protezione e la sua tutela. L’iniziativa è finanziata dal Programma INTERREG VI-B IPA Adriatic Ionian – IPA ADRION 2021-2027 con un budget complessivo di 1.620.000 euro, di cui 236.955 destinati al GAL.
Il progetto è basato su un partenariato formato da 8 attori provenienti da 7 stati diversi: Italia, Slovenia, Croazia, Albania, Montenegro, Bosnia Erzegovina e Grecia. ‘Cooperazione’ è la parola chiave alla base di progetti come PROMONT, poiché lo scambio continuo tra i partner permette di unire le forze e affrontare minacce e problemi comuni, condividere esperienze e buone pratiche e raggiungere soluzioni innovative. Questo valore aggiunto è difficilmente raggiungibile con interventi singoli.
A meno di due anni dall’avvio del progetto, una parte significativa delle risorse assegnate è già stata impiegata per la realizzazione delle azioni previste: alla fine di maggio 2026 risulta infatti investito circa l’80% del budget disponibile, a testimonianza dell’avanzamento concreto delle attività di tutela e rigenerazione degli ecosistemi montani.

IL MONTE BALDO COME AREA PILOTA
Il progetto si basa su sei aree pilota, tutte montane ma diverse per caratteristiche e necessità. Nel contesto italiano, il GAL Baldo-Lessinia ha individuato il Monte Baldo come area di intervento, riconosciuto per la sua straordinaria biodiversità che gli è valsa il soprannome di “giardino d’Europa”. In particolare, il GAL collabora con il Comune di Ferrara di Monte Baldo, partner associato del progetto e territorio in cui sono implementate le azioni di rigenerazione e tutela ambientale.
Tra le innumerevoli varietà di flora è stata selezionata, come specie target, il Callianthemum kernerianum, più comunemente noto come Ranuncolo di Kerner. Pianta endemica del monte Baldo, cresce esclusivamente sulle strette creste montuose, su rocce calcaree tra i 1.500 e i 2.100 metri, con un periodo di fioritura limitato a quattro settimane all’anno. È considerato il simbolo del Monte Baldo sin da quando Francesco Calzolari, il primo naturalista veronese, scelse il Callianthemum kernerianum come immagine di copertina del suo celebre saggio Il Viaggio di Monte Baldo.

La scelta di concentrarsi su questa varietà è nata non solo dalla sua rilevanza culturale ed ecologica, ma anche dalle numerose sfide che ne minacciano la sopravvivenza. Infatti, alla diffusione di specie invasive, che compromettono il delicato equilibrio degli ecosistemi alpini, si sommano gli effetti del cambiamento climatico, che sta modificando profondamente un habitat già fragile e vulnerabile. Anche il turismo contribuisce a esercitare una pressione crescente: il calpestio dei sentieri e la raccolta indiscriminata dei fiori riducono le possibilità di sopravvivenza delle popolazioni naturali. Infine il possibile isolamento genetico che, nel lungo periodo, potrebbe ridurre la resilienza e la forza della varietà, unito alla sempre minore consapevolezza del valore di queste piante rendono più complessi gli sforzi necessari per proteggerle e conservarle nel tempo.
A CHE PUNTO SIAMO E PROSSIMI PASSI
A più di un anno dall’avvio del progetto, sono stati compiuti importanti progressi. Nella fase iniziale, ciascun partner ha individuato le specie su cui concentrare il proprio intervento — flora, fauna e funghi — selezionandole in base alla loro rilevanza a livello locale e al loro stato di conservazione. Parallelamente, sono state definite le azioni di tutela e rigenerazione più adatte alle esigenze delle specie e alle caratteristiche dei territori coinvolti.
Oggi il progetto è entrato nel vivo della sua fase operativa: tutti i partner sono impegnati nell’attuazione concreta delle attività di rigenerazione previste, trasformando la pianificazione iniziale in interventi sul campo volti a favorire la conservazione e il recupero della biodiversità.
Un buon esempio: ‘Voci di Quota’
Il confronto continuo è stato e continua ad essere un nodo cruciale del progetto. Fin dal principio il GAL si è messo in contatto con gli stakeholder del territorio per coinvolgerli e confrontarsi con loro, in modo da creare azioni puntuali e concrete, che avessero delle vere ricadute sulla biodiversità, ma anche sul territorio e la comunità.
In questo contesto è nato ‘Voci di Quota’, laboratorio partecipativo di due giornate rivolto ai giovani del Monte Baldo che si attivano e hanno a cuore il proprio territorio.
L’obiettivo è stato quello di creare un gruppo propositivo e coinvolto, mettere assieme le loro idee e svilupparne di nuove, per creare sinergie e spunti inediti. Per fare questo, sono stati coinvolti esperti che hanno accompagnato e supportato il gruppo nelle due giornate, tra seminari e fasi laboratoriali partecipative.
INCONTRI DI PARTENARIATO
A novembre 2024, si è tenuto, a Ferrara di Monte Baldo, il primo incontro tra i partner europei, il cosiddetto ‘kick-off meeting’, evento durante il quale il progetto è stato inaugurato e il gruppo ha avuto la possibilità di visitare anche l’area dell’Orto Botanico di Novezzina. Questo è stato il primo di una serie di incontri di partenariato che sono previsti a livello progettuale. Durante questi meeting i partner hanno la possibilità di confrontarsi e presentare i rispettivi interventi che si stanno portando avanti nei singoli contesti locali e allinearsi sui successivi step di implementazione.
Il secondo meeting si è tenuto nella città di Salonicco, in Grecia, ad aprile 2025, dove i partner sono stati ospiti dell’Università Internazionale Ellenica, partner scientifico di progetto.
Il terzo incontro, organizzato dal Centro Regionale di Sviluppo e Cooperazione Albanese e tenutosi ad agosto 2025, ha visto i partners spostarsi nella città di Berat, in Albania.
Il quarto meeting si è svolto a Postumia in Slovenia a gennaio 2026, dove i partner sono stati ospiti dell’Agenzia di Sviluppo Regionale Zeleni kras.
L’incontro più recente è stato organizzato dall’Organizzazione Turistica Andrijevica, partner montenegrino del progetto, che ha accolto il partenariato nel Comune di Andrijevica, ai piedi del Monte Komovi, un’altra delle aree pilota.
APPROFONDISCI IL PROGETTO
PROMONT si inserisce con coerenza con le strategie di sviluppo principali definite dal GAL. Infatti, all’interno del PSL 2023-2027 F.U.T.U.R.A., il primo e più rilevante dei due ambiti di interesse identificati è proprio la “Valorizzazione del patrimonio naturale, paesaggistico, storico-culturale e delle risorse ambientali”. Per questo PROMONT è un progetto significativo non solo per il GAL Baldo-Lessinia ma per il territorio che si impegna a proteggere e supportare, partendo dalle ricchezze naturali che lo compongono.












































