Sabato 1° agosto, a Malga Podestaria nel comune di Bosco Chiesanuova, si è svolto il tradizionale appuntamento della Festa di Podestaria, organizzata dal Parco Naturale Regionale della Lessinia, in collaborazione con il Comune di Bosco Chiesanuova, il B.I.M. Adige, l’Associazione Regionale Apicoltori del Veneto e l’A.R.A. Veneto.
La giornata, realizzata nel luogo simbolo dei pascoli e dell’allevamento, ha come fulcro la valorizzazione di questa pratica, richiamando allevatori, pastori e contadini anche per la celebre nomina del “Bacan della Lessinia”.
Malga Podestaria non è infatti un luogo qualsiasi. Fin dal Medioevo rappresentava il punto d’incontro tra gli allevatori della Lessinia e il Podestà, il rappresentante della giustizia scaligera, incaricato di amministrare la giustizia, risolvere le controversie sui confini dei pascoli e riscuotere i tributi legati all’attività d’alpeggio. Qui si svolgeva la grande fiera estiva del bestiame, documentata già dal Cinquecento. Nel corso dei secoli la Podestaria è divenuta il punto di riferimento dell’intero sistema delle malghe della Lessinia, considerata ancora oggi il “capoluogo” dei pascoli e luogo simbolo della cultura dei bacani, dei pastori e dei contadini.
Dopo anni segnati dalle difficoltà per gli allevatori nel portare gli animali in alpeggio, l’edizione 2026 ha rappresentato un segnale di ripartenza vedendo il ritorno in forza degli allevatori e del bestiame, restituendo la tradizionale immagine di Podestaria. Presenti, infatti, 18 aziende agricole e circa 40 capi di bestiame per la mostra zootecnica.
Un momento di saluto è stato dedicato alle istituzioni: presenti alla giornata l’europarlamentare Tosi, il consigliere regionale Valdegamberi, il presidente della Provincia di Verona Pasini accompagnato dalla Consigliera provinciale Ravelli, oltre a numerosi sindaci e rappresentanti dei Comuni della Lessinia, tra cui anche il Sindaco di Bosco Chiesanuova nonché Consigliere del GAL Baldo-Lessinia Melotti, insieme ai Comuni della Valpolicella e della provincia di Verona.
In rappresentanza del GAL Baldo-Lessinia, ha partecipato anche il Consigliere Raffaello Campostrini, nonché sindaco del Comune di Sant’Anna d’Alfaedo, che ha portato i saluti del Presidente Ermanno Anselmi e richiamando il pieno sostegno dell’ente alle attività economiche della montagna e degli allevatori, custodi del patrimonio più prezioso della Lessinia.
«Il paesaggio che tutti ammiriamo, le nostre malghe e gli straordinari pascoli della Lessinia esistono grazie al lavoro quotidiano degli allevatori. Sono loro i veri custodi di un patrimonio ambientale, storico e culturale unico, che va sostenuto e valorizzato», ha sottolineato Campostrini.

Nel suo intervento ha inoltre evidenziato come il GAL Baldo-Lessinia abbia attivato misure e bandi proprio a sostegno delle attività agricole e dei custodi della montagna. «Investire negli allevatori significa investire nella tutela del paesaggio, nella qualità delle produzioni e nel futuro della montagna», ha ricordato Campostrini.
Gli allevatori svolgono infatti un’attività fondamentale per il territorio con importanti ricadute sotto l’aspetto ambientale, sociale ed economico. Mantenendo vivi e puliti i prati e pascoli con il pascolamento del bestiame, si evita l’avanzamento incontrollato del bosco e della vegetazione infestante, oltre a garantire la cura di sentieri e delle infrastrutture rurali storiche come le malghe. L’allevamento estensivo di montagna garantisce inoltre prodotti di elevata qualità, fortemente legati alle peculiarità del territorio che ne conferisce caratteristiche uniche. Infine, dal punto di vista sociale e culturale, gli allevatori sono custodi di conoscenze e pratiche che si tramandando da generazioni che rischierebbero di scomparire.



La Festa di Podestaria rappresenta una giornata per celebrare questo valore e mantenerne alta l’attenzione.
Infine, moltissime persone hanno animato la giornata partecipando ai diversi momenti conviviali, come l’accoglienza all’escursione Camminaparco e la premiazione della rassegna zootecnica, tutto inserito in un contesto di festa che ha valorizzato le produzioni tipiche della montagna veronese con stand enogastronomici.
Questi momenti sono l’occasione per sottolineare il profondo legame tra il territorio, l’attività d’alpeggio e le comunità e quindi mantenere viva questa connessione che da secoli custodisce il paesaggio montano.











