Nel territorio della montagna veronese prendono avvio due nuovi progetti di cooperazione, RADICI e Lessinia GenerAttiva, interamente finanziati dal GAL Baldo-Lessinia, per valorizzare la biodiversità locale e i saperi agricoli nonché per riportare al centro l’attenzione sulla qualità dei prodotti.
Le due filiere coinvolgono in totale 31 soggetti tra aziende, associazioni, enti pubblici e di ricerca, con il coordinamento di Copagri e Masoverde, in collaborazione con il Parco Regionale della Lessinia e Coldiretti Verona. I progetti, finanziati nell’ambito dell’intervento SRG07, hanno ottenuto un contributo pubblico complessivo pari a 170.740,53 euro, a seguito del superamento positivo dell’istruttoria da parte dello Sportello Unico Agricolo AVEPA di Verona, diretto dal dott. Grigolo.
L’obiettivo centrale delle iniziative è la creazione di Comunità del cibo e della biodiversità, strumenti per sensibilizzare la popolazione, per sostenere le produzioni locali e per promuovere comportamenti volti alla tutela della biodiversità agro-alimentare veronese.
Un percorso sfidante ma allo stesso tempo innovativo che unisce la salvaguardia ambientale, il supporto economico e la valorizzazione culturale e sociale, mettendo in rete competenze diverse. Questi progetti, infatti, permettono di sperimentare nuovi approcci, avviare studi e scambiare esperienze per portare un reale beneficio per la Lessinia.
“Aprire nuove strade significa offrire ai piccoli produttori delle nostre aree la possibilità di condividere strumenti, conoscenze e visibilità” riporta il Presidente del GAL Baldo-Lessinia Anselmi. “Nel nostro territorio spesso si fatica a lavorare insieme: queste iniziative sono occasioni per dimostrare, invece, che i benefici di un progetto congiunto possono superare quelli delle singole azioni”.
I partner si impegnano a sviluppare attività mirate quali il supporto agli allevatori di razze autoctone veronesi, lo sviluppo di filiere corte e la sensibilizzazione presso orti didattici e mercati locali, con l’obiettivo comune di raccontare in maniera unitaria il territorio.
Il filo conduttore di tutte le progettualità rimane, ad ogni modo, la biodiversità, non solo come tematica di salvaguardia ambientale, ma anche come elemento di evoluzione di un territorio che unisce economia, società e cultura.



Da un lato, infatti, la Lessinia vanta di un ricco patrimonio agro-alimentare legato al contesto montano che include colture, varietà e razze animali caratterizzanti del territorio, che portano a prodotti di elevata qualità. Basti pensare agli allevamenti estensivi d’altura, ancora diffusi nelle nostre aree, che conciliano il benessere dell’animale con il mantenimento dei prati-pascoli, come presidio del territorio.
Allo stesso tempo, si valorizzano le risorse che hanno contraddistinto la storia delle comunità e dell’identità locale, come i formaggi legati alla tradizione casearia delle malghe, che sono alla base dell’economia e della cultura locale.
Proprio per questo, le iniziative portate avanti dalle Comunità del cibo e della biodiversità giocano un ruolo cruciale per chi alleva, produce, trasforma, studia ed amministra nelle aree montane, per offrire opportunità di reddito e quindi permanenza. La vivibilità dei territori deve essere un obiettivo comune per queste iniziative e, su più ampio spettro, per le strategie delle aree rurali, perché – sottolinea il GAL – senza persone un territorio è destinato ad impoverirsi.
Come sottolinea il Presidente Anselmi, l’invito è quello di lavorare insieme, anche congiuntamente al GAL, per offrire dei risultati concreti al territorio e opportunità reali per chi lavora in montagna e ci abita. “Abbiamo prodotti e risorse di grande valore che ci identificano come territorio montano: è nostro compito valorizzarli come strumenti di sviluppo per le nostre comunità” conclude Anselmi.












