La candidatura de “Gli ecosistemi marini dell’Eocene a Bolca e nella Val d’Alpone” alla lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO per il 2027 rappresenta un traguardo per un territorio straordinario dal punto di vista geologico e naturalistico.
Alcuni giorni fa, si è riunito il Consiglio Direttivo della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO che ne ha deliberato la candidatura, in quanto essa risponde al criterio della Convezione sulla Protezione del Patrimonio Mondiale culturale e naturale, adottata nel 1972, in riferimento alle testimonianze straordinarie sull’evoluzione della terra, testimonianze di vita e di processi geologici che hanno caratterizzato lo sviluppo terrestre.
Un grande lavoro viene svolto, da anni, dall’Associazione Temporanea di Scopo (ATS) “Val d’Alpone – faune, flore e rocce del Cenozoico” che mantiene alta l’attenzione sul riconoscimento. “La cabina di regia è guidata saggiamente da Giamberto Bochese”, sottolinea il Presidente del GAL Baldo-Lessinia Anselmi, “che ringrazio per l’impegno messo in campo in questi anni”.
Nel territorio di Bolca (Vestenanova), San Giovanni Ilarione e Roncà, infatti, sono stati ritrovati reperti fossili di rilevanza mondiale che permettono di studiare e capire l’evoluzione della vita marina e del pianeta nel periodo geologico dell’Eocene, all’incirca 50-38 milioni di anni fa.

“La candidatura diventa così un’occasione per ribadire che le aree rurali non sono periferie, ma protagoniste”, ha dichiarato il Presidente Anselmi. “Ora la sfida è quella di avviare fin da subito un tavolo interistituzionale, a guida ATS e regionale, per programmare i prossimi interventi e non trovarsi impreparati ad accogliere un eventuale riconoscimento di tale importanza. È importante essere pronti per affrontare l’impatto e le opportunità che deriveranno dall’auspicato riconoscimento e iniziare a lavorare fin da subito per coinvolgere il territorio”.
In aggiunta al valore storico, scientifico e naturalistico, la candidatura è, infatti, un segnale potente del valore delle aree rurali quali scrigni di biodiversità e ricchezze da conoscere e valorizzare. Ma porta con sé un messaggio più ampio: investire nella tutela e nella valorizzazione di questi territori significa rafforzarne l’identità, in primo luogo per le comunità che vivono in queste aree.
Questi sono luoghi spesso percepiti come marginali o secondari rispetto alle realtà urbane, ma che racchiudono risorse ambientali, sociali ed economiche che permettono a queste aree e alle comunità di mantenere la propria unicità e la propria forza.
La Strategia 2023-2027 del GAL Baldo-Lessinia accentua l’importanza di operare per la valorizzazione del patrimonio locale dell’area rurale e montana veronese: esso rappresenta infatti l’ambito tematico principale di “F.U.T.U.R.A.”. Una scelta, nata da e per il territorio che riconosce alle risorse materiali ed immateriali delle aree rurali un ruolo strategico e decisivo per l’equilibrio e la competitività del territorio sul lungo termine.







